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Salzano - Notizie storiche |
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ll territorio di Salzano era abitato già in epoca romana, ma i primi
documenti storici si trovano solo a partire dal Medioevo: è del 1283 infatti
la prima citazione, mentre per Robegano (l'unica frazione annessa al capoluogo)
si risale al 1154. |
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| Il ruolo di questi semplici villaggi agricoli non era certo
di spicco se confrontato a quello di centri vicini, come confermato anche
dalla gerarchia ecclesiastica: infatti pur vantando entrambi i borghi una
chiesa, queste dipendevano dalle pievi di Zianigo e Martellago, di più antica
origine. Le vicende amministrative dell'area furono sempre complesse, trattandosi di zona di confine tra Padova e Treviso: nella seconda metà del '300 ci furono scontri militari e pesanti scorrerie legati alle mire espansionistiche di Francesco da Carrara che nel 1384 riuscì ad acquistare Treviso e il suo territorio. A tale periodo risale la demolizione del castello di Robegano. |
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| Dopo un turbinio di alleanze e rivolgimenti diplomatici, ebbe
fine la signoria trevigiana con un tumulto popolare che nel 1388 consegnò
la città al Doge Antonio Venier. Da allora l’area restò saldamente in mano a Venezia e si aprì un periodo di durevole tranquillità; il territorio di Salzano venne sottoposto amministrativamente ad un Podestà residente a Noale. |
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Nel '400 si consolidò la proprietà di terre da parte di congregazioni
religiose veneziane e si svilupparono i mulini sul Marzenego rafforzando
la tipica economia rurale. |
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Nel 1797 la Repubblica di Venezia cadde sotto il dominio napoleonico e ciò comportò un'immediata rivoluzione nell'ordinamento amministrativo e giudiziario. La legislazione francese, pur restando in vigore per pochi anni, non mancò di produrre i suoi effetti, introducendo l'istituto del Comune sia a Salzano che a Robegano. |
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Il riaccorpamento dei due borghi, attuato nel 1808, sarà definitivo; cambierà solo il Distretto di appartenenza: prima Vicenza, poi Noale, infine Mirano nel 1853. Nel secolo scorso Salzano vide il sorgere dell'attuale chiesa arcipretale
(1843), e la presenza come parroco di don Giuseppe Sarto (1867-75), il
futuro S. Pio X. |
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